Piazza della Libertà, Teatro Romano, Arco di Druso, Piazza del Mercato, Cattedrale, Rocca Albornoziana, Ponte delle Torri
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In Piazza della Libertà prospetta il seicentesco palazzo Ancaiani, sede del Centro Studi sull’Alto Medioevo che dal 1952 organizza la prestigiosa e internazionalmente nota Settimana di Studi. Sulla destra dell’edificio è un suggestivo affaccio sul Teatro Romano (I sec. d.C). Riportato alla luce alla fine del XIX secolo, è oggi parte del Museo Archeologico Nazionale e utilizzato anche durante il Festival dei Due Mondi per spettacoli di danza. Dalla piazza, percorrendo la salita di via Brignone e voltando a sinistra, si raggiunge in breve l’Arco di Druso. Era questo l’ingresso trionfale al foro romano, l’attuale piazza del Mercato. Costruito nel I secolo d.C. in onore di Druso e Germanico, figli dell’imperatore Tiberio, si presenta oggi in parte nascosto dalle case e interrato rispetto all’attuale piano stradale.
In questo punto è percepibile la stratificazione della città: il pilone dell’arco poggia infatti sull’originario piano del foro, a ridosso dei resti di un antico tempio sul quale venne edificata in epoca romanica la chiesa di Sant’Isacco, a sua volta inglobata nella soprastante chiesa di Sant’Ansano. Quello che rimane dell’edificio sacro medievale è la cripta, ricavata utilizzando in parte le scale del tempio romano (accesso dalla chiesa di Sant’Ansano).
Poco oltre l’arco è la Piazza del Mercato, dall’età romana e fino al secolo scorso il luogo più animato della città.
Percorrendo via del Municipio, in leggera salita, si giunge alla Casa Romana, posta su un terrazzamento immediatamente superiore a quello del foro. Scavata tra la fine del XIX sec. e i primi decenni del successivo, fu in passato identificata come la dimora di Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. Sopra l’area della casa sorge il Palazzo del Comune, attualmente oggetto di impegnativi lavori di restauro.
Tornando in piazza del Mercato, si imbocca a sinistra della fontana via del Palazzo dei Duchi, con i caratteristici “banchi” delle botteghe cinquecentesche. La contigua via Saffi conduce al palazzo Vescovile e alla chiesa di Sant’Eufemia: tra i più notevoli edifici romanici dell’Umbria, è caratterizzata da un ordinamento interno a tre navate e dalla rara presenza del matroneo (ingresso dal Museo Diocesano). Poco oltre, superato a destra il maestoso prospetto del Palazzo del Comune, la via si apre su una superba vista della Cattedrale. Ricostruita alla fine del XII sec., sostituì un primitivo tempio cristiano dedicato al martire Primiano. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale cui un recente restauro ha restituito la sapiente cromia dei marmi bianchi e rosa. All’interno della chiesa sono numerosissime opere di assoluto rilievo: dalla Croce dipinta di Alberto Sotio (1187),
prototipo di una peculiare produzione che annovera numerosi esemplari nei musei cittadini, al ciclo dell’abside con Storie della Vergine affrescato da Filippo Lippi tra il 1467 e il 1469.
Particolare attenzione meritano poi le cappelle Eroli e dell’Assunta (affreschi del Pinturicchio), quella delle Reliquie e della Ss.Icone, al cui interno è la preziosa tavoletta donata dall’imperatore Federico Barbarossa alla città in segno di pace nel 1185. Tornando in via Aurelio Saffi, non prima di aver gettato uno sguardo sulla chiesa della Manna d’Oro e sul contiguo Teatro Caio Melisso, si continua la salita raggiungendo la piazza Campello. Qui è la chiesa francescana dei Santi Simone e Guida, attualmente in restauro, l’inizio del panoramico Giro del Ponte e l’ingresso alla Rocca Albornoziana. Quest’ultima è una poderosa struttura fatta costruire da Innocenzo VI nella seconda metà del XIV sec., allo scopo di rafforzare il complesso sistema difensivo dello Stato della Chiesa. Il Giro del Ponte, tradizionale passeggiata per gli abitanti di Spoleto, ne circoscrive il perimetro e permette di godere dello splendido panorama sul Monteluco e sul Ponte delle Torri, eretto alla fine del Trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre l’acqua dal monte alla città. Al suo estremo è il Fortilizio dei Mulini, da cui prendono il via numerose passeggiate verso la montagna spoletina.