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Andar per Musei

Itinerario n. 2 – I Musei

Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Comunale, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Casa Romana, Museo Diocesano, Rocca Albornoziana

Da Piazza della Libertà, attraverso via Apollinare, si giunge al Museo Archeologico Nazionale. Ospitato nel complesso di Sant’Agata, il Museo raccoglie materiali provenienti da scavi nella città e nel territorio, epigrafi e statue di epoca romana. Di particolare interesse sono le tavole della Lex Spoletina, antica e severa legge promulgata per la protezione del bosco sacro. Essa puniva chi avesse tagliato, profanato o asportato le piante al di fuori del giorno destinato al sacrificio in onore delle divinità della selva.

Percorrendo Corso Mazzini si arriva ad uno degli ingressi della Pinacoteca Comunale, tra i musei più ricchi e interessanti di tutta la regione. Recentemente riallestita in Palazzo Rosari Spada (sede provvisoria), residenza nobiliare del XVII-XVIII sec., la collezione include il pregevole gruppo di croci dipinte del XIII-XIV sec., della cui produzione Spoleto fu capitale incontrastata. Di alto pregio sono le opere quattro-cinquecentesche, in gran parte provenienti da chiese della città e del circondario e il cospicuo nucleo di dipinti del XVII e XVIII sec. (tra cui la Maddalena della bottega del Guercino).

Tornati sulla via del Corso, si imbocca sulla sinistra via Plinio il Giovane, alla fine della quale si apre la larga piazza Collicola. Qui prospetta l’omonimo palazzo, costruito tra il 1717 e il 1730, sede della Galleria Civica d’Arte Moderna..

Annessi alla Galleria sono una biblioteca, frutto della generosa donazione di Giovanni Carandente e un laboratorio didattico. Una parte cospicua della Galleria è costituita da opere di artisti italiani e stranieri che Carandente ha incontrato nell’arco della sua lunga e appassionata carriera di critico e collezionista d'arte contemporanea. Vi fanno parte opere di A.Calder, L.Chadwick, H.Moore, E.Colla, N.Franchina, P.Consagra. La raccolta ospita inoltre il ricco patrimonio di opere formatosi nel corso delle tredici edizioni (1953-1968) del prestigioso Premio Spoleto, manifestazione nata con l’intento di formare a Spoleto una civica galleria d’arte attraverso la formula dei premi acquisto.
Un’altra sezione è rappresentata dalle donazioni di artisti e collezionisti e dalle acquisizioni del Comune. Tra questi spicca il notevole gruppo di opere di Leoncillo, cui è dedicata un’intera sezione della Galleria e l’ultima stanza del museo, interamente dipinta da Sol Lewitt.

Risalendo Via Plinio il Giovane e del Mercato fino a Piazza del Mercato si arriva alla Casa Romana. Si tratta di una pregevole abitazione signorile risalente al I sec. d.C, il cui schema architettonico riflette quello classico delle abitazioni romane. Sono infatti presenti l’atrio, dotato di un bacino di raccolta delle acque piovane, il tablinum, il triclinium, il peristilium, nonché cubicula e stanze di servizio
Tutti gli ambienti sono pavimentati a mosaico; in qualche punto sono tracce di affreschi. Tornati sulla piazza del Mercato e percorsa la breve via Palazzo dei Duchi (poi via Aurelio Saffi), si raggiunge il Museo Diocesano. Nato negli anni Settanta del secolo scorso dall’esigenza di valorizzare e innanzitutto sottrarre dalla rovina il patrimonio storico-artistico della vasta Diocesi, il museo è collocato nelle dieci sale dell’ala del palazzo arcivescovile detta Appartamento del Cardinale. La collezione annovera opere di grande interesse come la serie di croci sagomate e il nucleo di tavole del XIII e XIV secolo; vi sono inoltre opere di Filippino Lippi e Domenico Beccafumi, nonché lavori sei-settecenteschi.
Continuando a salire per via Aurelio Saffi si raggiunge la Rocca Albornoziana. Opera di Matteo Gattaponi, la struttura presenta due cortili e un complesso sistema di torri angolari unite fra loro da alte mura difensive. I recenti lavori di restauro hanno anche consentito il recupero di larga parte delle decorazioni. Tra queste spiccano quelle della cosiddetta “Camera pinta”, una stanza adorna di un ciclo pittorico di soggetto cavalleresco e cortese tra i più notevoli dell’Italia centrale. La Rocca ospiterà a breve il Museo Nazionale del Ducato, con reperti risalenti ai secoli V-XVI.
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