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Alla scoperta del Comprensorio

Itinerario n. 4

Una prima proposta per la scoperta del comprensorio spoletino è costituita dall’itinerario in direzione di Campello sul Clitunno,

borgo composto dai due nuclei di Campello Alto e Basso. Il primo è un abitato fortificato sorto intorno ad un castello del X sec.; l’abitato basso si coagula invece intorno alla cinquecentesca chiesa della Madonna della Bianca. Tornati lungo la strada statale e oltrepassati i ruderi di SS.Cipriano e Giustina, è la piccola Chiesa di S.Sebastiano, fatta costruire dalla popolazione come ex voto per lo scampato contagio dalla peste, molto diffuso in Umbria tra il 1522 e il 1528. Qui Lo Spagna e la sua bottega dipinsero una serie di affreschi, il cui carattere di ex voto dimostra la pressante richiesta di intercessione in un momento di particolare diffusione del morbo. Un luogo di autentico interesse è rappresentato dalle vicine Fonti del Clitunno. Qui le vene sorgive del Clitunno danno luogo ad un piccolo lago che deve il suo attuale aspetto ad una sistemazione ottocentesca ma che era già famoso nell’antichità. Allora le acque erano assai più abbondanti, tanto che se ne poteva risalire il corso per interpellare l’oracolo del Clitunno, dio del fiume, cui era dedicato un tempio e a cui si sacrificavano i buoi, bianchissimi e di notevoli dimensioni, che rendevano assai rinomata la zona. La sacralità dell’area è testimoniata dal vicino Tempietto, singolare edificio per il culto cristiano esemplato sullo schema classico del tempio pagano, posto sopra un rialzo che domina il Clitunno.

Una seconda proposta è rappresentata dall’itinerario alla volta di Castel Ritaldi e di Giano dell’Umbria.

Lo si intraprende da Spoleto percorrendo viale Marconi fino a Pontebari, per poi seguire le indicazioni in direzione di Castel Ritaldi. La prima frazione che si incontra è San Brizio, villaggio fortificato con un’interessante parrocchiale romanica dedicata ad uno dei primi vescovi spoletini. Le deviazioni che si incrociano a destra conducono alle frazioni di Protte, Camporoppolo e Beroide. Continuando invece il rettifilo si incontra il moderno abitato di Bruna, incentrato attorno all’imponente santuario cinquecentesco dedicato alla Madonna. Da qui la strada risale le propaggini dei Monti Martani e raggiunge velocemente l’abitato di Castel Ritaldi. Sorto nel Duecento sul luogo di un vico romano, il paese conserva il caratteristico impianto di castello a forma quasi circolare; al suo interno è la parrocchiale con rimarchevoli affreschi del ‘500.
Da Castel Ritaldi si può poi proseguire in direzione di Colle del Marchese e lungo la strada si incontra la Pieve, ove sorge la duecentesca Chiesa romanica di S. Gregorio (1141), di notevole valore per la facciata. Si prosegue per Macciano fino a giungere a Giano dell’Umbria.

Giano dell'Umbria

Sovrastata dalla severa mole del Monte Martano (1094 mt) Giano dell'Umbria è accovacciata sulle sue pietre silenti come una sentinella sulla Valle Umbra. Scendendo dalla piazza del Municipio, dove si affacciano il Palazzo pubblico, la Chiesa della Madonna delle Grazie (XIV-XVIII sec) e la Chiesa di S. Michele Arcangelo (XIV sec), sono visibili le stratificazioni della struttura medievale del paese racchiuse fra due cerchia di mura. Fuori dalle mura è la Chiesa di S. Francesco, eredità monumentale di uno dei primi romitori francescani umbri, che conserva affreschi di scuola umbra del XIV secolo, un pregevole ciclo di Giovanni di Corraduccio, oltre ad una ricca manomissione barocca. L'Abbazia di S. Felice, raggiungibile attraverso una strada panoramica, è un gioiello di arte romanica di matrice benedettina tra i più interessanti dell'Italia centrale. All'austera architettura di influsso lombardo della Chiesa, edificata nel XIII secolo, si unisce la bella cripta, che conserva le spoglie mortali del Santo e il suggestivo chiostro agostiniano, risalente al XVII secolo. Da visitare anche la rete dei piccoli borghi medievali che costellano il territorio di Giano, come Montecchio, Castagnola, Morcicchia, che costituivano una vera e propria rete fortificata di Castelli a protezione del Ducato spoletino e che conservano ancora oggi significative vestigia del loro passato.
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