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MONTELUCO & OLTRE

La Montagna Spoletina

La Montagna Spoletina è percorsa da numerosi itinerari pedonali che ricalcano in gran parte la viabilità storica.

Storia

La Montagna Spoletina racchiude in sé millenni di storia religiosa. Le sue peculiarità geografiche, dalla ricchezza del manto boschivo alla diffusa presenza delle acque alla natura stessa del suolo, l’hanno eletta spazio privilegiato per la vita di preghiera e meditazione. Reso inviolabile in epoca pagana dalla Lex Spoletina, il bosco di Monteluco diventa sede, a partire dal V secolo, di uno dei più vasti movimenti eremitici del tempo. La sua nascita è da porre in relazione con la figura di sant’Isacco, giunto dalla Siria. A Monteluco fiorirà l’abbazia di San Giuliano, punto di riferimento della vasta colonia eremitica, nel 1547 trasformata in congregazione e successivamente avviata ad un inesorabile processo di laicizzazione. La vicenda spirituale di san Francesco trovò analogo compimento in questi luoghi. Nella tradizione dell’Ordine fu lo stesso Francesco a fondare nel 1218 un primitivo cenacolo su Monteluco, secondo in ordine di tempo a quello urbano di Sant’Apollinare.

Natura

La Montagna Spoletina, di cui Monteluco costituisce l’estremità settentrionale, è una dorsale calcarea allungata da nord a sud, estesa circa 7.000 ettari, compresa tra la Strada Statale Flaminia e la Valle del Nera. Piccoli centri abitati (Mustaiole, Sustrico, Acquaiura, Torrecola, Belvedere, Ancaiano, Le Cese, i ruderi di Sensati, Vallocchia, Borgiano) sono disposti ad anello intorno al massiccio; più interni e a quote più elevate si trovano Monteluco, Le Porelle, Le Aie e Patrico.
Il rilievo culmina nei 1337 m s.l.m. di Monte Fionchi, è inciso da profonde valli con ripidi versanti boscosi e pareti rocciose a strapiombo, e presenta alcune tipiche manifestazioni del carsismo come doline, piani, piccoli inghiottitoi e grotte.
La composizione dei boschi è molto varia; oltre alle specie arboree dominanti compaiono aceri, cerri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, sorbi, maggiociondoli, corbezzoli e tanti arbusti come viburno, fillirea, alaterno, erica multiflora, corniolo, sanguinello, biancospino, evonimo, ginepro, ginestra odorosa e rovo.
Alle quote più elevate, da 1000 metri in su, si sviluppano i pascoli montani.
La fauna della Montagna Spoletina è ricca e diversificata, con almeno 134 specie di vertebrati presenti: 10 di anfibi, 10 di rettili, 89 di uccelli nidificanti e/o svernanti (i nidificanti sono 79) e 25 di mammiferi.



Da Spoleto a Monteluco



circa 2 km da Spoleto (413 m) fino a Monteluco (800 m)
circa 3 km da Monteluco (800 m) per San Giuliano (628 m) fino a San Pietro (390 m)

Da Spoleto a Patrico e Monte Fionchi

circa 5 km da Spoleto (S. S. Flaminia, 375 m) fino a Patrico (1018 m)
circa 8 km da Patrico (1018 m) per Castelmonte (925 m) e Valcieca fino a Spoleto (Ponte delle Torri, 413 m)
circa 4 km da Patrico (1018 m) fino a Monte Fionchi (1337 m)

Giro dei Condotti

La tradizionale e suggestiva passeggiata che fronteggia il colle Sant’Elia e la Rocca Albornoziana si snoda per circa 1 km lungo il primo tratto del sentiero n. 3, dal Fortilizio dei Mulini al Ponte Sanguineto.

Da Spoleto alle Cese, verso San Pietro in Valle

circa 9 km da Spoleto (413 m) per il valico di Castelmonte (925 m) fino alle Cese (618 m)
circa 4 km dalle Cese (618) per Pontuglia (356 m) fino a Ceselli (277 m)
circa 8 km dalle Cese (618 m) intorno a Monte Solenne (1000 m) fino a San Pietro in Valle (364 m)
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