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La città, il cui nome deriva forse dal greco spaolithos (pietra staccata) da cui il latino Spoletium, è sorta sui resti di un villaggio umbro entrando nell'orbita di Roma nel III secolo a. C.
Attraverso la sua storia si può ripercorrere buona parte delle vicende italiche, dall'età del bronzo ad oggi: dal periodo romano alle invasioni barbariche, dal dominio dei Duchi longobardi al governo diretto dei papi, fino al Risorgimento.
Consapevole del suo passato la città ne conserva le testimonianze migliori nei suoi musei e attraverso i suoi monumenti.
Attraverso la scenografica scalinata che introduce a Piazza Duomo si arriva alla Cattedrale che concilia in armonia gli stili del romanico e del Rinascimento. La facciata, illuminata dal mosaico di Solsterno, è preceduta da un portico rinascimentale. All'interno della chiesa sono numerosissime opere di assoluto rilievo, tra cui spicca il ciclo di affreschi dell'abside di Filippo Lippi e le Cappelle Eroli e dell'Assunta con affreschi del Pinturicchio.
Mirabili testimonianze del passato sono il Ponte delle Torri, eretto alla fine del trecento sui probabili resti di un acquedotto romano per condurre acqua dal monte alla città, e la Rocca Albornoziana, una poderosa struttura fatta costruire da Papa Innocenzo VI a metà del XIV secolo allo scopo di rafforzare il complesso sistema difensivo dello Stato Pontificio.
La vastità del comprensorio turistico spoletino propone numerose località di notevole interesse storico-artistico.
Castel Ritaldi, sorto nel Duecento sul luogo di un vico romano, oggi è un importante centro enogastronomico ed agricolo. A Nord dell'abitato è possibile visitare la pieve di S. Gregorio (XII secolo).
Il paese, in posizione panoramica, conserva il caratteristico impianto di castello a forma quasi circolare; al suo interno c'è la parrocchiale con rimarchevoli affreschi cinquecenteschi.
Un luogo di autentico interesse è rappresentato dalle Fonti del Clitunno
Nei pressi di Campello sul Clitunno, le vene sorgive dell'omonimo fiume danno luogo ad un piccolo lago che deve il suo attuale aspetto ad una sistemazione ottocentesca, ma che era già famosissimo nell'antichità. Allora le acque erano abbondanti, tanto che se ne poteva risalire il corso per venire ad interpellare l'oracolo del Clitunno, dio del fiume, cui era dedicato un tempio e a cui si sacrificavano i buoi.
La sacralità dell'area è ulteriormente testimoniata dal vicino Tempietto, singolare edificio per il culto cristiano esemplato sullo schema classico del tempio pagano, posto sopra un rialzo che domina il Clitunno.
La Valle Umbra, o Spoletana, tra il Monteluco ed i Monti Martani, offre un territorio ricco e vario di sedimentazioni archeologiche, storiche e artistiche.
Oltre ai pittoreschi castelli ed agli splendidi monumenti, si può avvertire ancora l'integrità, durata a lungo, del rapporto con il paesaggio circostante.
Una vera e propria simbiosi tra centri abitati e natura.
Giano dell'Umbria, sui Monti Martani, fu dominio del Ducato di Spoleto poi della Chiesa. L'olio ed i vini che vi si producono sono tra i prodotti più apprezzati dell'Umbria. Fuori dell'abitato, sorge l'abbazia di San Felice (XII secolo).