Nella Provincia di Padova si concentrano numerose preziosissime testimonianze di città fortificate medievali, che offrono una tale ricchezza tipologica di difese fortificate caratterizzando il territorio padovano come una delle aree più interessanti in Europa.
Possenti segni della storia, gli imponenti baluardi difensivi, completati da castelli e roccaforti, ci rimandano ancora oggi gli echi dell´affascinante e misterioso mondo medievale. Antichi centri di ricchezza e di potere, nella loro austerità racchiudono inaspettati tesori artistici.
Nel territorio sud-occidentale della provincia, allineate lungo una delle principali arterie di comunicazione, a breve distanza l´una dall´altra si incontrano Monselice, Este e Montagnana, veri e propri gioielli medievali.
A nord di Padova si trova Cittadella con la sua cinta ellittica, perfettamente conservata.
Le bellissime dimore aristocratiche, spesso circondate da ampi giardini e parchi, costituiscono monumentali complessi architettonici, e permettono di individuare le varie tipologie sviluppate dai maestri architetti tra il XV e il XVIII secolo per contemperare le esigenze agricole e quelle ludiche dei nobili committenti. Centri di ricchezza e di potere, racchiudono spesso tesori artistici e culturali di grande valore. I castelli e le roccaforti, possenti vestigia del passato, ci rimandano gli echi dell´affascinante e misterioso mondo medievale.
E´ così che un viaggio nella provincia di Padova può diventare l´occasione per scoprire l´inestimabile valore storico, culturale ed artistico dei castelli e delle ville venete.
Eppure il suo passato è stato alquanto combattuto: la sua posizione strategica, sulle grandi vie di comunicazione che qui si incrociano tra occidente, oriente, meditteraneo ed Europa settentrionale, ne ha fatto oggetto di invasioni e di contesa.
Nei tempi bui dei Medioevo nacquero allora castelli e fortificazioni, nei tempi più antichi semplici palizzate in legno, poi pietrificatesi in poderosi e severi manieri. Il tempo sembra aver cancellato ogni passione, eppure ancora oggi fioriscono colorate manifestazioni storiche a rievocare quei tremendi episodi di sangue e guerra, e gli abitanti di queste città sentono ancora una certa partigianeria, o profonda avversione a seconda dei casi, per celebri tiranni, o presunti condottieri illuminati, come l´imperatore Federico II o Ezzelino da Romano, la cui cacciata da Montagnana è festeggiata con il famoso Palio.
I mercanti veneziani, che videro spegnersi le tradizionali rotte della loro ricchezza verso l´oriente a seguito dell´apertura delle rotte atlantiche, monopolio di portoghesi, olandesi e inglesi, investirono gli straordinari capitali accumulati facendoli fiorire nel marmo del!e loro dimore, che costellarono quest´accogliente parte di Veneto. Nacque, sulle ceneri dei castelli, che pervengono a noi con il sapore di un Medioevo romantico e suggestivo, la "civiltà delle ville", in un sublime contrasto che accarezza la vanita dei nostri occhi. Su tutti, Andrea Palladio, che con il suo incredibile genio propose un modello architettonico di rara eleganza, riproponendo lo splendore della classicità che propria la furia bellica dei Medioevo aveva, secoli addietro, cancellato.
L'aria si fa frizzante e l'intenso profumo dei prodotti di stagione inebria le nostre città.
Nelle piazze dei nostri paesi si celebrano i prodotti di stagioni, maturati al sole dell'estate. E così, nelle nostre belle città si avvertono gli aromi intensi della zucca, dei funghi, del mosto e del vin novello.
Sarà sicuramente l'occasione ideale per unire una visita approfondita alle città murate, alle ville, ai palazzi e ai tesori custoditi dal nostro territorio alla riscoperta delle nostre tradizioni.
I filari di vigneti disegnano i paesaggi dai tempi della civilizzazione romana. I vini dei colli Euganei erano, a parere di Tito Livio, talmente deliziosi che i Galli invasero la regione proprio per impossessarsene. Su questi dolci rilievi si snoda la strada dei vini D.O.C. dei colli Euganei che in un dolce dispiegarsi tra castelli, ville, eremi e borghi secolari, consente di apprezzare rossi e bianchi di particolare pregio e tradizione, come il Rosso, il Cabernet Franc, il Merlot e il Fiori d´arancio.
Ai confine tra le province di Padova e Verona, si trova una seconda area di produzione D.O.C., quella di Merlara, ingiustamente poco nota con etichette di ottimo livello.
Altre due famose preparazioni pasticcere, che si ispirano alle tempestose vicende storiche di questa terra, sono la torta di Federico II a Monselice e il. pandolce di Ezzelino a Montagnana,a base di farina, zucchero, uova e frutta secca. Montagnana e anche famosa per il suo prosciutto, nota per la dolcezza e la morbida consistenza. Importanti e radicate sul territorio, talune produzioni agricole, come il radicchio di Cologna Veneta e la patata dei Guà, lievemente rosata e spiccatamente dolciastra. La gastronomia deI territorio ha subito l´influsso di malte tradizionie si presenta con preparazioni adatte a tutti i palati.
Le minestre son molto apprezzate, soprattutto se "maridae": risi e bisi (piselli), risi e luganighe (salsicce), pasta e fasoi (fagioli). Piccola, ma di ottima qualità, anche la produzione di olio sui rilievi dei colli Euganei, in associazione con i ciliegj, che producono frutti di ben sei diverse varietà.
Dopo i grandi commerci, la opportunità di investire nei possedimenti in terraferma, pose ai patrizi veneziani il problema di come controllare da vicino la produzione agricola. E´ così nacquero delle residenze di campagna che interpretarono le nuove esigenze e in un solo complesso riunivano la dimora padronale e gli edifici destinati ai vari servizi.
Nacquero vari tipi di villa; la villaazienda per chi trovava nell´agricoltura una nuova fonte di ricchezza; la villa - tempio, cenacolo di artisti e intellettuali; la villa - reggia, edificio di rappresentanza e sede di grandi feste e banchetti.
I nomi dei singoli battelli variano in relazione alle società di navigazione; alcuni sono moderni in metallo, altri sono tradizionali e romantiche imbarcazioni in legno come i burci o burchi, peraltro citati da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Eredi delle antiche tradizioni, queste moderne, confortevoli e panoramiche imbarcazioni solcano le acque del Brenta con lento incedere, mentre le guide a bordo illustrano la storia, la cultura e l´arte testimoniata dalle Ville del Brenta.
Consozio Battellieri di Padova e Riviera del Brenta,
P.ggio de Gasperi, 3 - ASCOM - 049/8209825, www.padovanavigazione.it
Delta tour Compagnia di navigazione
Via Toscana, 2 Camin - Tel. 049/8700232, www.deltatour.it
Il Burchiello - SITA Div. Turismo
Via Orlandini, 3/5 - Tel. 049/8206910, www.ilburchiello.it
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via Pontedera, 71 - Tel. 049/654917, www.navigareconnoi.it
Battelli del Brenta - Antoniana Viaggi,
Via Porciglia, 34 Tel. 049/8760233, antoniana.it/battellidelbrenta
Il territorio, che fu culla dei Da Carrara, signori di Padova nel XIV s., e che tuttora conserva il maggior numero di vestigia dell´epoca d´oro delta civiltà padovana medievale, si articola oggigiorno in tre comprensori ben individuati e differenziati nell´economia, nella vita amministrativa, nella varietà dialettale, introdotti da un´area ancora gravitante sul capoluogo provinciale. Malgrado le differenze locali, le radici di tutta l´area affondano in un passato storico e preistorico fondamentalmente comune, che ebbe i suoi momenti salienti negli antichi insediamenti paleoveneti, nella successiva romanizzazione, nelle varie dominazioni barbariche, nette signorie estense e carrarese, ed infine nella valorizzazione territoriale ed economica apportata dalla Serenissima.
Un territorio variegato ma unitario, dunque - il cui baricentro si è spostato nei secoli fra Este, con il santuario paleoveneto, il municipium romano ed il marchesato estense, Monselice, con la judiciaria longobarda, il comitato franco e la camera federiciana, e Montagnana, centro di una sculdascia longobarda la cui remota eredita, nella toponomastica, nel senso di appartenenza collettiva, nella tradizione folkloristica, giunge fino ad oggi - che ha saputo conservare e trasmetterci quasi intatto l´enorme patrimonio artistico ed architettonico stratificatosi nel corso del tempo, che ne fa - con le specifiche tradizioni folkloristiche, culturali ed agroalimentari - meta ideale e di profondo interesse per il turismo culturale e per le escursioni da Padova e dalle stazioni termali euganee.
L´itinerario qui proposto, che abbiamo chiamato Carrarese in memoria degli antichi fasti della Padova medievale, segue gli assi delle Statali 16 e 10, lasciando Padova verso Sud e virando poi decisamente verso Ovest a Monselice. Dopo Montagnana, ci addentreremo invece nel territorio della Scodosia fino a costeggiare il corso dell´Adige per entrare in autostrada a Boara Pisani e tornare cosi in città.
La vasta zona compresa fra la Brenta, l´Adige ed i Colli, solcata dal Bacchiglione e dal l´innumerevole serie di canali di bonifica ed irrigazione che confluiscono verso le principali vie d´acqua, che arriva a sfiorare ed a comprendere un tratto della Laguna veneta, costituisce da sempre la porta dei padovano verso oriente, territorio di contatto, di penetrazione e di scambio con civiltà diverse, ed al tempo stesso zona di cuscinetto, di difesa e resistenza alla novità foresta e di mediazione tra questa e la patavinità culturale.
La parte occidentale delI´ Alta Padovana possiede una sua placida bellezza, in gran parte legata al corso della Brenta, che scorre in un paesaggio mutevole dominato dai profili dei Lessini, dei Pasubio, delI´ Altipiano di Asiago, del Massiccio dei Grappa, ed infine dalle balze dei Montello. Si accorda col paesaggio anche la mitezza dei clima, i cui valori massimi d´ estate e minimi d´ inverno sono sempre piuttosto contenuti.
...trasformazione dell´ economia agricola e lo sviluppo dell´ artigianato edella piccola e media industria, che danno alla zona una prosperità economica più elevata della media nazionale.
Ed infine diciamo della gastronomia. Pur non essendoci un piatto caratteristico della zona ne alcun vino locale, presso le numerose trattorie e ristoranti ed i più recenti `agritur´ si mangiano buone pietanze della cucina veneta. Purtroppo la standardizzazione dei gusto ha fatto quasi dimenticare molti piatti tradizionali, ma la pasta e fagioli, le sardele in saor, la trippa ed il baccalà, l´ immancabile sopressa e molto spesso la polenta ancora fatta nel paiolo resistono impavidamente e ben si accoppiano ai vini dei Piave o dei Veronese.
L´ Alta Padovana, con le cittadine ed i borghi che più dettagliatamente descriveremo, costituisce un´ attrattiva storica, paesaggistica e gastronomica di sicuro richiamo, meritevole di essere visitata.
L´Azienda di Promozione Turistica di Padova in collaborazione con l´Amministrazione Provinciale e il Consorzio Pro-Loco, intende offrire una guida al Territorio dell´Alta Padovana uno strumento agile nel formato, scientificamente rigorosa e concluso nell linguaggio che desti nel turista l´interesse per i luoghi egli permetta di cogliere i caratteri fondamentali che si sono sedimentati per secoli nel territorio padovano attraverso la varietà di esperienze politiche, religiose, artistiche, culturali ed economiche.
Si suggerisce un itinerario essenziale, percorribile in mezza giornata, che traccia percorsi tematici quali le persistenze romane sul territorio, le ville palladiane, un giardino "romantico", vivaci nuclei cittadini, santuari antoniani e abbazie abbandonate. Attraverso notizie e osservazioni sul passato si intende far scoprire lo spirito autentico di un territorio ricco di storia e di tradizioni ma vitale e variegato nell´attualità delle sue espressioni odierne.